Commento
di Piera Maggio, su quanto sta emergendo durante le udienze con
l'escussione di Genchi:
"Provo
sdegno e delusione, al dolore si aggiunge tanta rabbia per ciò che
non si è fatto per riportare a casa mia figlia.
Nonostante
siano passati quasi 8 anni, la mia sofferenza aumenta, sapere che ci
sono dei responsabili che hanno contribuito a non fare ritrovare
Denise, non mia da pace. Dovrebbero vivere un solo giorno, di quello
che da anni vivo io, per capire cosa si prova. Spero che la giustizia
non si faccia attendere ancora per anni. Chi ha colpa deve pagare, ma
soprattutto devono parlare e dire dove si trova la mia bimba” (Piera Maggio)
Mi viene chiesto spesso di parlare della storia di Denise.
Ho
ritenuto opportuno specificare quale è il contesto nel quale hanno
avuto luogo gli avvenimenti che hanno interessato mia figlia, una
bambina che giocava e sorrideva come tante altre e che amava la sua
famiglia, e che un giorno è stata sequestrata davanti a casa, da una
mano ignobile. Esiste un tessuto sociale che genera, mantiene e
protegge l'illegalità.
L'opinione
comune in merito al sequestro di minorenni è naturalmente una ferma
condanna. Tutti ci dichiariamo colpevolisti quando viene arrestato
chi ha violato l'innocenza di un bambino o chi lo ha ucciso. Questo
però solo a parole. Nei fatti la paura di essere coinvolti in
problemi che non ci riguardano contribuisce ad alimentare le
possibilità di azione dei criminali; il nostro silenzio colpevole
nasconde e mistifica la realtà di un mostro che sfrutta l'omertà
per colpire innocenti; in alcuni casi la mentalità retrograda e
ignorante giustifica le azioni di chi commette il male perché pensa
di essersi vendicato di un presunto torto subito.
E' così che nascono i delinquenti: nascono dalla gente che li circonda, che li fa crescere, che li tollera e che li affianca. Da soli nulla sono e nulla rimangono, invece traggono nella loro forma mentale il pieno supporto da coloro con cui hanno contatti, compresi quelli che pensano di non aver contribuito al male perché hanno voltato la faccia dalla parte opposta.
E' così che nascono i delinquenti: nascono dalla gente che li circonda, che li fa crescere, che li tollera e che li affianca. Da soli nulla sono e nulla rimangono, invece traggono nella loro forma mentale il pieno supporto da coloro con cui hanno contatti, compresi quelli che pensano di non aver contribuito al male perché hanno voltato la faccia dalla parte opposta.
Il
non fare è agire a favore, perché questa è una partita che si
vince solo con una presa di posizione netta e in controtendenza, non
con la piacevole tranquillità delle proprie mura domestiche, che
franano senza rimedio quando poi il criminale prende di mira anche
noi. L'abbiamo lasciato crescere, e non ci ha "risparmiato" solo
perché non ci siamo opposti alla sua esistenza.
C'è chi come me, tutti i giorni, combatte non solo con chi mi ha rubato la vita portando via mia figlia, che per me era tutto. Lotto anche e soprattutto con la mentalità che in modo complice e subdolo giustifica ciò che è successo e con un perbenismo fatto solo di parole sterili e vuote.
C'è chi come me, tutti i giorni, combatte non solo con chi mi ha rubato la vita portando via mia figlia, che per me era tutto. Lotto anche e soprattutto con la mentalità che in modo complice e subdolo giustifica ciò che è successo e con un perbenismo fatto solo di parole sterili e vuote.
E'
inutile fare bei discorsi e poi far finta di non vedere e di non
sentire. Bisogna innanzi tutto chiedersi se esiste un torto così
grande che sia pagabile con la vita di una bambina. Ma quale danno
mai può richiedere questo prezzo per essere "risarcito"? E così
tra l'indifferenza prudente dei molti, chi ha fatto il male cammina
tranquillo per strada e si sente autorizzato anche a ridere dei
problemi che ha causato, circondato da persone povere di ogni grado
di umanità e socialità.
Invece
di isolare il criminale, egli trova anche la compagnia dei deboli,
che si fanno plagiare da questa apparente sicurezza e diventano essi
stessi emissari del male. Io non ho paura di guardare in faccia chi
mi ha fatto atti di questa efferatezza, ma mi ripugna l'idea di
associare il concetto di "essere umano" all'indifferenza di queste
persone.
A
distanza di anni il loro silenzio è sempre più colpevole e la
presunta innocenza non può giustificare chi non ha fatto nulla per
aiutare una bambina. Sono tanti i bambini del mondo che mancano da
casa per colpa di criminali senza scrupoli che non si sono fermati di
fronte alla loro innocenza.
I bambini scomparsi non hanno la possibilità di chiedere aiuto e quindi dobbiamo essere noi a diventare la loro voce; lo nostre azioni devono restituire loro la speranza di tornare a casa.
I bambini scomparsi non hanno la possibilità di chiedere aiuto e quindi dobbiamo essere noi a diventare la loro voce; lo nostre azioni devono restituire loro la speranza di tornare a casa.
(Piera
Maggio)
Share |

Nessun commento:
Posta un commento